Non ho mai smesso di sognare

July 24, 2018

Oggi un giorno come tanti, si torna alla normalità, si torna ad indossare giacca e cravatta, divisa o camice, si torna a casa, dalle proprie famiglie, si torna nella propria terra, si torna alla vita di tutti i giorni, eppure solo 48 ore fa, eravamo tutti li, chi pilota chi super meccanico, ognuno con un ruolo e per una lunga e calda settimana siamo stati tutti li, sotto lo stesso cielo. Sembra quasi l’inizio di una di quelle barzellette di Pierino dove c’èra uno Svizzero ed un Italiano, ma questo signori non è una storia di fantasia, ma la storia vera di due ragazzi divisi dalle alpi, lingua diversa, colore degli occhi diversi, ma in comune una sola grande passione, in comune un titolo per cui hanno lottato, in cui hanno creduto, in cui hanno sperato. Caratteri diversi, ma soprattutto modi diversi di vivere il nostro strano mondo, eppure per 45 interminabili minuti tutti e due erano li per condividere lo stesso sogno. Uno viene dalla Svizzera si chiama Simon, ricordo ancora era il mio primo Europeo B 1/8 del 2009, lui era appena un ragazzino insieme al suo inseparabile papà, quell’Europeo fu vinto da Carmine Raiola un altro ragazzino prodigio del nostro mondo, non ricordo come andò l’Europeo di Simon, ma ricordo il suo sorriso e la sua voglia di dimostrare, sono trascorsi 9 lunghi anni, di strada il piccolo grande svizzero ne ha fatta ed il suo urlo è forse il suo modo di firmare una gara, una grande gara, il modo per festeggiare il titolo di Campione Europeo 2018. Lui invece il pilota Italiano si chiama Generoso, campano di origine, per lui Cassino una grande palestra dove vivere il suo sport, la sua passione sempre con il sorriso, sempre pronto a prendere in giro i suoi compagni di avventura, sempre a regalare una battuta anche quando una gara non era andata come doveva, quando avvolte i tanti se, i tanti se avessi, nel nostro sport non pagano. Eppure così distanti ma in comune, qualcosa di speciale, qualcosa che li ha fatti diventare i più forti piloti d’Europa della categoria 1/8, loro signori sono i Campioni d’Europa 2018. Eppure c’è stato qualcosa che ha trasformato questo Europeo in qualcosa di magico, eravamo tutti presi ad organizzare, preparare, mettere appunto i motori, cercare l’assetto migliore, poi quando passeggiando peri box incrociavi gli occhioni di Filippo, Manuel di Jean Laurent e di tutti gli altri piccoli grandi guerrieri, un sorriso prendeva posto ad una manche andata male, ad un sorpasso non riuscito ad un secondo perso. Basta poco per tornare indietro nel tempo, basta poco a capire quanto possano essere fortunati, perché hanno la fortuna di poter giocare con uno dei giochi più belli del mondo, ma quando salgono sul palco per loro non fa differenza che sia una finale del mondiale o l’ennesima domenica passata in pista con il papà, per loro continuerò sempre ad essere un gioco, e quando faranno un errore, continueremo a regalargli un sorriso, perchè loro hanno già vinto, quando hanno deciso di salire si quel palco, hanno vinto forse il premio più importante del mondo, che nessun mondiale, nessuna gara potrà mai regalare, il tempo prezioso con i loro genitori passato a condividere la stessa passione, lo stesso amore per qualcosa. Questo Europeo lo dedico a loro, che oggi con un occhiale a specchio ed un radio che a stento riescono a tenere in mano si affacciano su quel palco come sul più alto dei grattacieli, a loro che un giorno saranno il futuro, di questo sport, a loro che stanno vivendo un grande sogno, vi auguro di continuare a viverlo per sempre. Quando li vedo salire sul palco un po gli occhi lucidi mi vengono, perchè mi ricordano tanto me da piccolo, avevo 9 anni un papà purtroppo volato via troppo presto per coltivare la mia passione, eppure sapevo sognare e nell’ultima pagina di un modellistica del 1989 c’era la foto di un certo Lamberto Collari con una macchina campione d’Europa la Space Europa quella con le plastiche bianche… tanti i pianti che mia mamma e mia sorella… furono costrette a comprarmela, aveva un motore Picco P4 ancora me lo ricordo una cassetta enorme di avviamento!!! ed una radio che sapeva tanto di fustino per il bucato una Dash!!! quella fu la mia prima macchinina a scoppio… ed eccomi qui 30 anni dopo a fotografarmi con il campione Europeo… in una pista intitolata a colui che sarebbe diventato la leggenda di questo sport, visto come è andata alla fine non ho mai smesso di sognare…

Grazie a tutti, piloti meccanici, amici e compagni di viaggio di questa piccola grande storia, grazie a Teo e Paf che non smettono di credere in me, Javier con cui prima o poi faremo un IM insieme e Giacomo per il grande lavoro svolto. Grazie a Massimiliano, Pasquale, Vincenzo e Pino per avermi supportato in questa avventura, grazie agli Sponsor Mannucci Modellismo, JG Design per gli occhiali spettacoli, grazie a MT55 Team, Viper e SRC. Grazie per avermi ridato la carica, la voglia, l’energia e quel pizzico di follia che era volata via insieme alla mia seconda mamma. 

 

Gianluca Decina

Please reload

Post in evidenza

"non essere un nome" Spot Amsci 2016

February 13, 2016

1/1
Please reload

Post recenti

December 16, 2017

October 16, 2017